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Gastronomia tipica
Trapani offre una tradizione gastronomica varia, sintesi del retaggio dei popoli vissuti nel suo territorio.
La cucina locale è degnamente conosciuta per le varie e saporite pietanze a base di pesce ed è stata favorita non solo dalla stretta vicinanza al mare, ma anche dall'influsso dato dagli Arabi che con gli abitanti del luogo hanno mantenuto storicamente dei notevoli scambi marittimi. 
Le pietanze più rinomate sono quelle che hanno come base i prodotti di tonnara, conservati in sottolio o in salamoia, ma deve esser ricordato anche il couscous introdotto dagli Arabi, qui preparato con sughi a base di un'ampia varietà di pesci.
Il pesce domina infatti incontrastato in molte specialità tra cui i calamari ripieni, le zuppe di pesce, i gamberoni alla brace, la cernia alla Cossira e il baccalà a sfincione.
Altri prelibati piatti sono i pomodori secchi, i formaggi dolci e piccanti, le olive schiacciate o farcite col pangrattato, la caponata di melanzane, gli spaghetti con salsa di aragosta o con le uova di riccio, la pasta fatta a mano, la cosiddetta busiata, insaporita con pesto d'aglio, pomodoro, mandorle e basilico.
La provincia si caratterizza anche per la varietà di prodotti dolciari: i cannoli di tuma di Trapani, la cassata siciliana di Marsala, le marmellate di Alcamo, i dolcetti di pasta di mandorla e conserve di cedro di Erice, la frutta di martorana e i pupi di zucchero, prodotti in tutta l'area provinciale in occasione delle festività dei defunti. |
Costumi e usanze
Nel mese di Marzo, tra la festività religiose sono da ricordare le Cene di S. Giuseppe che si svolgono annualmente nell'isola di Marettimo, a Salemi e nella valle del Belìce. La festa ha tradizioni lontane fin nei secoli passati. Per l'occasione si organizzano giochi, manifestazioni canore, musicali e spettacoli serali. Alcuni giorni prima del giorno commemorativo (19 marzo) si possono visitare le case nelle quali vengono allestiti gli altari dedicati al Santo e adornati con i tipici "panuzzi".
La festività comprende altresì pranzi tipici e processioni rituali.
In Aprile le feste più importanti che la tradizione popolare fa rivivere di anno in anno sono gli emozionanti riti pasquali che, con una mescolanza di sacro e profano, interessano tutti i 24 comuni della provincia, ed in particolar modo le città di Trapani, Erice e Marsala che accolgono le caratteristiche e singolari Processioni dei Misteri.
Legate alle usanze religiose si svolgono, con cadenza quinquennale, a Maggio, le feste del SS. Crocifisso a Calatafimi la cui sfilata di carri allegorici fa rivivere le vicende bibliche.
Nell'Isola di Favignana hanno luogo manifestazioni artistiche e culturali legate all'antico rito della pesca dei tonni, la mattanza.
Nel mese di Agosto Si svolgono annualmente sia le celebrazioni religiose in onore della Madonna di Trapani e di Custonaci sia il festino di S.Vito, patrono protettore della città.
Durante la seconda settimana di Settembre, a San Vito Lo Capo ha luogo la Sagra del Couscous, ovvero una Rassegna Internazionale di cultura ed enogastronomia del Mediterraneo, con degustazione ed esposizioni permanente di prodotti tipici siciliani e mostra di manufatti legati alla pesca del tonno.
In occasione della festività dei "defunti", le vetrine della maggior parte delle pasticcerie trapanesi si adornano a Novembre con pupi di zucchero e frutta di martorana che, regalati dai genitori ai figli in occasione di tale festività, verrebbero invece portati, secondo un'antica credenza, proprio dai morti che durante la notte depositano, insieme con questi, altri doni per i bambini in segno di un legame affettivo che dura al di là della vita terrena.
Il primo annuncio del Natale è dato a Erice con i ciaramellari che giungono da ogni parte della provincia per la rassegna del premio Zampogna d'oro; a Trapani invece sono i fruttivendoli che annunciano la festività vendendo alle famiglie del luogo ogni sorta di spezia ed aroma (alloro, rosmarino, muschio) per l'addobbo del presepe domestico. La sera del 12 Dicembre un'altra usanza famosa vuole si prepari la cuccia antica pietanza a base di grano, condito con vino cotto, zucchero, cioccolata e cannella, in omaggio a Santa Lucia, festività che si rinnova ogni 13 dicembre.
A Custonaci l'ultimo mese dell'anno è dedicato interamente alla ricostruzione della nascita di Gesù nella preistorica Grotta Scurati con il presepe vivente.
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